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LEGGE DI BILANCIO 2023: LE NOVITÀ IN MATERIA DI LAVORO.

14 Dicembre 2022

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La L. 197/2022, in vigore dal 1° gennaio 2023, ha introdotto numerose misure in materia di lavoro e di politiche sociali dirette, in particolare, a sostenere l’occupazione, favorire l’ingresso nel mondo del lavoro delle donne e dei giovani, tutelare i genitori lavoratori, nonché le situazioni di non autosufficienza.

Sintetizziamo di seguito le principali disposizioni:

? Riduzione aliquota imposta sostitutiva per premi di produttività erogati nel 2023 (art. 1, comma 63). E’ prevista una riduzione dal 10% al 5% dell’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile ai premi e alle somme erogate nel corso del 2023 a titolo di premio di risultato di cui all’art. 1, c. 182, L. n. 208/2015. Rimangono valide tutte le altre disposizioni attinenti i premi di risultato (limite del premio annuale detassabile di 3.000 euro, limite reddituale di 80.000 euro annui da parte dei percettori, necessità di un accordo collettivo di secondo livello ai sensi dell’art. 51 del D.Lgs. 81/2015, deposito telematico dell’accordo nei 30 giorni successivi la sottoscrizione, presenza di indici incrementativi)

? Esonero parziale sulla quota di contributi IVS a carico lavoratore
 (art. 1, comma 281). Viene riconosciuto anche per il 2023, con le medesime modalità e con gli stessi criteri previsti dalla precedente Legge di Bilancio, l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali IVS a carico dei lavoratori dipendenti. Modificato, invece, in parte l’importo dell’esonero. In particolare, il beneficio è riconosciuto:

– in via generale in misura pari al 2% e nel limite di un imponibile previdenziale mensile pari a 2.692,00 euro;

– in misura pari al 3% per i lavoratori dipendenti che abbiano una retribuzione imponibile mensile (compresa la tredicesima) inferiore a 1.923 euro.Resta invariata l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

? Accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile c.d. Quota 103 (art. 1, comma 283). La legge di bilancio ha introdotto in via sperimentale per l’anno 2023 una ulteriore fattispecie di pensionamento anticipato per i lavoratori che raggiungano l’età anagrafica di anni 62 e un’anzianità contributiva di almeno 41 anni di versamenti, c.d. quota 103, quale “pensione anticipata flessibile”.

? Incentivo per la permanenza al lavoro (art. 1, commi 286 e 287). I lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti minimi previsti per la pensione anticipata e decidano di proseguire il rapporto di lavoro beneficeranno del versamento in loro favore della quota di contribuzione previdenziale al loro carico. Le modalità di attuazione di tale bonus saranno disciplinate da apposito decreto da emanare entro il 31 gennaio 2023 dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

? Proroga del c.d. Anticipo Pensionistico Sociale (APE Sociale) (art. 1, commi 288-291). E’ stata estesa al 31 dicembre 2023 la facoltà di accedere al trattamento erogato dall’INPS (sino al raggiungimento dell’età pensionabile) per i lavoratori che abbiano almeno 63 anni e che e non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è concessa a lavoratori che svolgono mansioni gravose, invalidi civili al 74%, lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione che abbiano esaurito il trattamento di NASpI (o equivalente) e i cosiddetti caregivers.

? Opzione donna (art. 1, comma 292). È stata prorogata, per l’anno 2023, Opzione Donna. Sono stati, però, introdotti nuovi requisiti rispetto a quelli in vigore fino al 31 dicembre 2022. Infatti, possono accedere al trattamento pensionistico anticipato le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2022 maturino un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica di almeno 60 anni, ridotta di un anno per ogni figlio nel limite massimo di 2 anni, a condizione che:

1) siano caregiver (al momento della richiesta e da almeno sei mesi);

2) abbiano una riduzione della capacità lavorativa, superiore o uguale al 74%;

3) siano lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende per le quali è attivo un tavolo di crisi aziendale (in quest’ultimo caso, a partire dai 58 anni di età).

? Incentivi all’occupazione e sgravi contributivi. In tema di incentivi all’occupazione, la Legge di bilancio prevede una serie di sgravi contributivi a favore di imprese e lavoratori, la cui applicazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione UE e alle successive circolari esplicative INPS.

In particolare, per quanto riguarda le imprese, l’art. 1, commi 294 – 299, della Legge di bilancio stabilisce:

?Esonero contributivo per l’assunzione di beneficiari di reddito di cittadinanza. Ai datori di lavoro privati che assumono percettori del reddito di cittadinanza è riconosciuto l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a loro carico, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. L’esonero spetta per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023.
L’incentivo è riconosciuto per un periodo massimo di 12 mesi e nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile

? Esonero contributivo per assunzioni di giovani al di sotto di 36 anni. Per l’assunzione a tempo indeterminato (con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico) e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, di giovani di età inferiore ai 36 anni di età, i datori di lavoro potranno beneficiare dell’esonero totale dei contributi, per un importo massimo pari a 8.000 euro l’anno e per un periodo massimo di 36 mesi (48 mesi per i datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
L’assunzione o la trasformazione, come sopra definite, devono essere effettuate nell’anno 2023 e relative a soggetti che non hanno compiuto il trentaseiesimo anno di età, e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

? Esonero contributivo per promuovere l’occupazione femminile. È riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL), nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro annui, per le assunzioni a tempo determinato, a tempo indeterminato, nonché per le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato effettuate nel 2023 di donne che si trovano in una delle seguenti condizioni:
– donne con almeno 50 anni di età e disoccupate da oltre 12 mesi;
– donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
– donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità di genere, con un tasso di disparità uomo-donna che superi di almeno il 25% la disparità media uomo-donna, e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
– donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. 

L’esonero spetta per un periodo massimo di 12 mesi in caso di contratto a tempo determinato (ovvero la minor durata del rapporto) e di 18 mesi in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato.

? Smart working proroga lavoratori fragili (art. 1, comma 306). Viene confermato, fino al 31 marzo 2023, il diritto per i lavoratori fragili di lavorare in smart working. Nello specifico, si prevede che il datore di lavoro, per tali soggetti, assicuri lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definita dai contratti collettivi di lavoro in applicazione, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni dei relativi contratti collettivi nazionali di lavoro, se più favorevoli.

? Modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali (art. 1, commi 342 – 354) Viene aumentato da 5.000 a 10.000 euro il limite massimo di compensi che, nel corso di un anno civile, possono essere corrisposti da ciascun utilizzatore per prestazioni occasionali di tipo accessorio, con riferimento alla totalità dei prestatori. Resta, invece, fermo a 5.000 euro il compenso massimo che può essere percepito da ciascun prestatore nel corso dell’anno civile.
Viene inoltre ampliata la platea dei datori di lavoro che possono acquisire le prestazioni di lavoro occasionale. In base alla nuova previsione, non è ammesso il ricorso al contratto di prestazione lavoro occasionale ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di 10 (invece che più 5, come finora previsto) lavoratori subordinati a tempo indeterminato.
Viene inoltre precisato che la disciplina sulle prestazioni occasionali si applica anche alle attività lavorative di natura occasionale svolte nell’ambito delle attività di discoteche, sale da ballo, night club e simili, di cui al codice ATECO 93.29.1.

? Congedo parentale (art. 1, comma 359) Il comma 359 della Legge di Bilancio 2023 eleva, per la durata massima di un mese, il congedo parentale che può essere fruito, in alternativa tra i genitori, fino al sesto anno di vita del bambino (ovvero entro il sesto anno dall’ingresso in famiglia del minore nel caso di adozione o affidamento). Inoltre, per questo mese aggiuntivo, viene aumentata l”indennità della retribuzione che sarà quindi dell’80% anziché del 30%.

Possono farne richiesta i lavoratori che terminano il periodo del congedo di maternità o, in alternativa, di paternità successivamente al 31 dicembre 2022.

? Reddito di Cittadinanza. La Legge di Bilancio 2023 ridefinisce la disciplina del reddito di cittadinanza, prevedendo al contempo, la sua abrogazione dal 1° gennaio 2024. Dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, la durata del reddito di cittadinanza è limitata a 7 mensilità. Tale riduzione non si applica in caso di nuclei familiari al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno 60 anni di età. A decorrere dal 1° gennaio 2023, i beneficiari del reddito di cittadinanza tenuti all’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, sono obbligati a frequentare, per un periodo di 6 mesi, un corso di formazione o di riqualificazione professionale, pena la decadenza dal beneficio per l’intero nucleo familiare. Per i beneficiari di età tra 18 e 29 anni che non hanno adempiuto all’obbligo scolastico, l’erogazione del reddito di cittadinanza è condizionata anche all’iscrizione e alla frequenza di percorsi di istruzione di primo livello, o comunque funzionali all’adempimento del predetto obbligo.

Si prevede, altresì, la decadenza dal beneficio nel caso in cui uno dei componenti il nucleo familiare non accetti la prima offerta di lavoro.

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