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GREEN PASS: NO A INIZIATIVE LOCALI CHE VIOLANO LA NORMATIVA PRIVACY

13 Maggio 2021

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Il Garante per la protezione dei dati personali, in data 25 maggio 2021, ha adottato un provvedimento con il quale ha “avvertito” formalmente la Regione Campania che il sistema di certificazione di avvenuta vaccinazione, guarigione o negatività, promosso dalla Regione come condizione necessaria per la fruizione di innumerevoli servizi per il cittadino, viola la normativa sulla privacy.

Sostanzialmente, l’ordinanza del Presidente della Campania n. 17 del 6 maggio 2021 ha conferito mandato all’Unità di crisi regionale di facilitare l’accesso ai servizi (alberghieri, turistici, wedding, spettacoli, trasporti) per i cittadini che siano in possesso di una “smart card”, una card simile alla tessera sanitaria che attesta i dati del cittadino e il completamento della vaccinazione.

Il Garante per la protezione dei dati personali aveva già evidenziato le criticità del green pass nazionale in tema di rispetto della privacy. Ora l’attenzione dell’autorità è stata rivolta all’iniziativa della Regione Campania.

In base all’istruttoria avviata dal Garante è emerso che l’iniziativa è priva di una idonea base giuridica e ha riferito che disposizioni di questa natura, che condizionano diritti e libertà personali sono ammissibili, infatti, solo se previsti da una idonea normativa nazionale e non da un’ordinanza regionale.

In via preliminare si rappresenta che, quanto previsto in ordine all’utilizzo delle certificazioni verdi nell’ordinanza del Presidente della Regione Campania non risulta conforme al GDPR in quanto detta ordinanza vorrebbe fondarsi su una disposizione di legge rispetto alla quale l’Autorità aveva già adottato un provvedimento di avvertimento. Nello specifico, il Garante ha ritenuto che il decreto legge n. 52/2021 recante “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19” non rappresenti, allo stato, una valida base giuridica per l’introduzione e l’utilizzo dei certificati verdi a livello nazionale in quanto risulta privo di alcuni degli elementi essenziali richiesti dal Regolamento (artt. 6, par. 2 e 9) e dal Codice in materia di protezione dei dati personali (artt. 2-ter e 2-sexies).

Proprio la mancata specificazione, nel predetto decreto legge, delle finalità per le quali possono essere utilizzate le predette certificazioni è stata considerata dal Garante una delle principali criticità della norma in merito agli aspetti di protezione dei dati personali, ritenendo pertanto che detto decreto legge n. 52/2021 contrasti con il principio di trasparenza in quanto non indicherebbe, in modo chiaro, le puntuali finalità perseguite, le caratteristiche del trattamento e i soggetti che possono trattare i dati raccolti in relazione all’emissione e al controllo delle certificazioni verdi.

Il Garante ha rimarcato infine che progetti come quello campano introducono sistemi di rilascio e di verifica della vaccinazione difformi da quelli individuati a livello nazionale e, soprattutto, che mettono a rischio la stessa interoperabilità delle certificazioni a livello nazionale ed europeo, in contrasto proprio con la finalità di agevolare la libera circolazione all’interno dell’Unione Europea durante la pandemia di Covid-19.
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