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Contratti collettivi aziendali e contratti di prossimità: la Corte Costituzionale definisce l’ambito di efficacia

27 Aprile 2023

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Con la sentenza n. 52/2023, depositata il 28 marzo 2023, la Corte Costituzionale ha giudicato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Corte d’Appello di Napoli, con ordinanza del 3 febbraio 2022, dell’art. 8 del d.l. 13 agosto 2011, n. 138 che disciplina i cosiddetti contratti aziendali di prossimità, soffermandosi, in particolare, sui presupposti che consentono di distinguere gli accordi di prossimità dagli ordinari accordi collettivi aziendali.

Nello specifico, la Corte Costituzionale ha confermato che i contratti collettivi aziendali di prossimità – in presenza di tutti gli elementi indica fissati dall’art. 8 del D.L 138/2011 – esplicano la propria efficacia anche nei confronti dei lavoratori e delle associazioni sindacali che, in occasione della stipulazione dell’accordo stesso, siano espressamente dissenzienti. Viceversa, il Giudice delle leggi, ha precisato che i contratti collettivi aziendali “ordinari” non esplicano i propri effetti nei confronti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori non sottoscrittori dei predetti accordi e in dissenso con gli stessi.

Nel caso di specie alcuni lavoratori ricorrono giudizialmente al Tribunale di Napoli invocando il pagamento di differenze retributive (per scatti, ferie e altri istituti retributivi) a loro asseritamente dovute in base alla contrattazione collettiva di categoria. Le affermate differenze retributive non erano state pagate in ragione del fatto che un contratto collettivo di prossimità – sottoscritto dal datore di lavoro con un sindacato ritenuto maggiormente rappresentativo – aveva determinato un peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori stessi rispetto al CCNL di settore.

A fondamento della predetta domanda i lavoratori avevano dedotto di aver aderito ad un’organizzazione sindacale diversa da quella firmataria del contratto collettivo di prossimità e di aver espressamente “disdettato”, attraverso la propria sigla sindacale, il medesimo accordo.

In sede di impugnazione, la Corte d’Appello di Napoli, investita del caso, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8 del D.L. 138/2011 in relazione alla eccezionale efficacia erga omnes dei contratti di prossimità. Secondo la Corte Territoriale, infatti, tale previsione – estendendo l’efficacia dei contratti aziendali o di prossimità a tutti i lavoratori interessati anche se non firmatari del contratto o appartenenti ad un sindacato non firmatario dello stesso – avrebbe determinato la violazione degli articoli 2 e 39 commi 2 e 4 della Costituzione (lesione della libertà dell’organizzazione sindacale, intesa sia quale libertà del singolo lavoratore di associarsi in formazioni sindacali, sia come libertà del sindacato di organizzarsi per svolgere la funzione di rappresentanza dei propri iscritti).

La Corte Costituzionale, nel dichiarare inammissibile la questione di legittimità sollevata dalla Corte di Appello di Napoli, rileva che l’efficacia generale (c.d. erga omnes) dei contratti di prossimità, rappresentando un’eccezione, sussiste solo se ricorrono gli specifici presupposti ai quali l’art. 8 del D.L. 138/2011 la condiziona. Ed invero, per aversi detta efficacia nei confronti di tutti i lavoratori è necessario che l’accordo aziendale:
– sia sottoscritto da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda;
– risulti finalizzato alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività;
– riguardi la regolazione delle materie inerenti all’organizzazione del lavoro e della produzione con riferimento a specifici settori elencati dal comma 2 del citato art. 8.

In assenza dei predetti requisiti, si configura infatti meramente un contratto collettivo aziendale “ordinario”, il quale, per costante giurisprudenza di legittimità, ha efficacia solo tendenzialmente erga omnes, in quanto non produce efficacia nei confronti dei lavoratori e delle associazioni sindacali che, in occasione della sottoscrizione dell’accordo, siano espressamente dissenzienti.

Su tali presupposti, la Corte Costituzionale dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata, non avendo il Giudice rimettente adeguatamente motivato l’appartenenza o meno dell’accordo aziendale oggetto di causa nella fattispecie del contratto collettivo di prossimità di cui al predetto art. 8 del D.L. 138/2011.

In definitiva, dunque, i contratti aziendali di prossimità restano costituzionalmente legittimi.

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