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Cos’è lo Skill Shortage e come evitarlo

15 Luglio 2024

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Non una semplice tendenza, molto più di una sfida per chi lavora nell’ambito delle Risorse Umane: lo skill shortage è ciò che sta alla base del mismatch tra domanda e offerta di lavoro in moltissimi settori dell’economia italiana e internazionale. Si tratta, per dirla in parole povere, della difficoltà nel reperire risorse con una professionalità adeguata alla posizione lavorativa vacante.

Da cosa dipende?

Il problema che sta alla base di questa difficoltà riguarda soprattutto la mancanza di competenze adeguate ai bisogni delle aziende. Più della metà delle aziende italiane riscontra questa difficoltà, che siano esse situate al nord, al centro o a sud dello Stivale.

Anche nelle regioni in cui il tasso di disoccupazione è basso, lo Skill Shortage può mettere in difficoltà le aziende: a dimostrarlo è un recente report di Confindustria – ripreso da Assolombarda nella dispensa relativa al primo trimestre 2024 – che rileva la difficoltà nella selezione di personale adeguatamente formato per il 65% delle organizzazioni intervistate. Le maggiori problematiche sembrano riguardare le mansioni tecniche (77%) e quelle manuali (49%), andiamo molto meglio nell’applicazione di competenze trasversali (14%) e manageriali (8%).

Come risolvere il problema

La chiave per uscire dalla morsa dello Skill Shortage sembra essere quella dell’apprendimento: una formazione ingaggiante, basata sui bisogni che ogni specifico ruolo aziendale deve soddisfare, personalizzata dunque sulle esigenze delle aziende, ma soprattutto dei lavoratori.

In un articolo su “Il Sole 24 Ore” la giornalista Serena Uccello conferma la centralità del paradigma della Learning Organization in cui le iniziative di creazione, gestione, condivisione e sviluppo delle competenze diventano gli asset primari per l’ottenimento di un reale vantaggio competitivo per l’azienda nella sua totalità.

Proporre ai lavoratori un ciclo di formazione per l’aggiornamento delle competenze non solo li supporta nei processi di digitalizzazione e innovazione dei processi aziendali, oramai inevitabili, ma li accompagna in un percorso di crescita in cui sentirsi compresi, apprezzati e valorizzati dall’azienda stessa. Sentimenti – questi – che determinano, nel breve e nel lungo termine, conseguenze positive in termini di talent attraction e retention.


Tornando all’articolo menzionato, la giornalista del Sole dichiara prezioso lo strumento delle Academy, che potrebbero avere un impatto risolutivo sul gap delle competenze. “Nell’analisi emergono tre tratti distintivi: l’attenzione alle persone, l’espansione oltre i confini aziendali e il ruolo nell’innovazione e nel cambiamento. Queste realtà si configurano come veri e propri centri di apprendimento lungo tutto l’arco della vita professionale, influenzando non solo l’organizzazione stessa ma anche la rete di partner e fornitori.

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