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OVER 50: dal 15 febbraio 2022 obbligo di vaccino sul lavoro

14 Febbraio 2022

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A partire dal 15 febbraio 2022 e fino al 15 giugno 2022, per gli ultracinquantenni cambiano le regole per l’accesso ai luoghi di lavoro. Ai sensi dell’art. 1 D.L. 7 gennaio 2022 n. 1 (che modifica il D.L. 44/2021, convertito in L. 76/2021), al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro, da martedì 15 febbraio 2022, i soggetti che hanno compiuto il cinquantesimo anno di età e che svolgono in Italia:
? una attività lavorativa, anche sulla base di contratti esterni;
? una attività di mera formazione, anche in qualità di discenti;
? una attività di volontariato;
per accedere nei luoghi deputati ad effettuare una delle prestazioni suindicate, dovranno possedere ed esibire, su richiesta, il c.d. Green Pass Rafforzato.

Si precisa che per Green pass rafforzato si intende la Certificazione verde COVID-19 rilasciata esclusivamente a seguito di vaccinazione (ciclo primario e dose booster) o avvenuta guarigione dal Covid-19 e non include l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare (green pass base).

La disposizione (art. 4-quinquies, del D.L. n. 44/2021) resterà operativa sino al 15 giugno 2022 e si applicherà anche a coloro i quali compiranno il cinquantesimo anno di età in data successiva al 15 febbraio 2022 (data di vigenza dell’obbligo).

I lavoratori, nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde Covid-19 o che ne dovessero risultare privi al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, non potranno prestare la propria attività lavorativa e saranno considerati assenti ingiustificati.

Tale assenza comporterà la mancata erogazione della retribuzione e di ogni altro compenso o emolumento, comunque denominato. Ciò si ripercuoterà, necessariamente, sulla contribuzione e sugli istituti indiretti quali, ad esempio, il Trattamento di fine rapporto, la quota di tredicesima, la quota di quattordicesima, l’eventuale premio presenze, ecc.

Inoltre, il lavoratore continuerà ad avere il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque fino al 15 giugno 2022.

Infine, al lavoratore che, nella speranza di non essere controllato, dovesse comunque accedere ai locali aziendali in violazione della normativa di legge sopra riportata verrà applicata, dagli organi di vigilanza comandati dal Prefetto, una sanzione pecuniaria amministrativa che oscilla da 600 a 1.500 euro; sanzione che in caso di reiterazione della violazione sarà raddoppiata. Resta, comunque, inalterata in questo caso la possibilità, da parte del datore di lavoro, di avviare un procedimento disciplinare, in considerazione del mancato rispetto delle regole legate alla gestione del rapporto di lavoro.

La disposizione riguarda esclusivamente coloro ai quali si applica l’obbligo di presentazione di una Certificazione verde COVID-19. Ragion per cui, l’obbligo di presentazione di un Green Pass Rafforzato o base, a seconda dell’età del lavoratore, non sussiste per quei lavoratori esentati dalla somministrazione del vaccino.

Ulteriore novità è che dal 7 febbraio 2022 la certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 viene rilasciata esclusivamente in formato digitale in modo da permettere la verifica attraverso la scansione del QR code e con gli altri sistemi di verifica automatizzati.

La certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 digitale non è una Certificazione verde COVID-19, ha validità solo in Italia e può essere utilizzata per accedere dove è richiesto un Green Pass.

Hanno diritto al certificato di esenzione tutti coloro che, per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, non possono essere vaccinati o per cui la vaccinazione debba essere differita.

Su richiesta dell’assistito, possono attestare l’esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 a titolo gratuito i medici vaccinatori dei servizi vaccinali delle Aziende e degli Enti dei Servizi Sanitari regionali, il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta dell’assistito, i medici USMAF o i medici SASN, che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale.

Al fine di evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2, il datore di lavoro dovrà adibire i lavoratori, ai quali è stata omessa o differita la vaccinazione per motivi di salute, a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, ovvero ad attività lavorative da remoto (lavoro agile).

Infine, per quanto riguarda i controlli, i datori di lavoro dovranno effettuare controlli diversi a seconda del tipo di lavoratore:
? lavoratori under 50: verificare il possesso di un Green Pass Base (ricevuto per aver effettuato il vaccino, per essere guariti dal Covid-19 oppure per aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare);
? lavoratori che hanno compiuto 50 anni: verificare il possesso di un green pass rafforzato (ricevuto per aver effettuato il vaccino o per essere guariti dal Covid-19);
? lavoratori esentati dal vaccino: verificare il possesso di idonea certificazione medica.
Nessuna verifica del green pass è stata prescritta, invece, in caso di effettuazione della prestazione lavorativa da remoto, da parte dei lavoratori del settore privato.

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