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OBBLIGHI INFORMATIVI PER I LAVORATORI IN FORZA. ATTENZIONE ALLE SANZIONI

25 Ottobre 2022

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I datori di lavoro e i committenti sono tenuti a fornire tutte le informazioni previste dal Decreto Trasparenza, qualora richieste dai lavoratori.

Un obbligo da assolvere entro 60 giorni dalla richiesta pervenuta per iscritto dal lavoratore già in forza alla data del 1° agosto 2022. Secondo le indicazioni fornite di recente dall’INL e dal Ministero del Lavoro sono molteplici le informazioni che possono essere rese tramite espressi richiami al CCNL applicato e in proposito si veda la circolare n. 4 del 10 agosto 2022 che si pone in armonia con la direttiva UE 2019/1152 recepita dal D.Lgs. n. 104/2022 in argomento.

Una richiesta a cui dar seguito nei tempi e nei modi previsti se non si vuole soggiacere alla prevista sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore interessato. All’uopo è utile precisare l’applicazione dell’istituto della diffida obbligatoria e dunque, in caso di verifica, sarà possibile provvedere all’adempimento “ora per allora” con il pagamento della sanzione minima. 

Come noto il D. Lgs. n. 104/2022 c.d. decreto Trasparenza, ha introdotto dal 13 agosto 2022 l’obbligo a carico dei datori di lavoro e dei committenti di fornire all’atto dell’assunzione un considerevole numero di informazioni sulla disciplina, legale e contrattuale, applicabile agli instaurandi rapporti di lavoro.
Ed obblighi simili sono previsti anche nei riguardi dei lavoratori già in forza al 1° agosto 2022 se il lavoratore lo richiede espressamente e in forma scritta.

Ma quali sono i soggetti obbligati?
a) i datori di lavoro subordinato, privato e pubblico, per i contratti a tempo indeterminato e a termine, di lavoro intermittente, di lavoro somministrato, di lavoro domestico, di lavoro marittimo e della pesca;
b) i committenti di rapporti di collaborazione con prestazione prevalentemente personale e continuativa di cui all’art. 2 comma 1 del D. Lgs. n. 81/2015 nonché dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa del tutto autonoma di cui all’art. 409 c.p.c.;
c) i committenti di prestazioni occasionali ex art. 54-bis D.L. n. 50/2017 (voucher e libretto famiglia).

E quali le informazioni da rendere?
a) l’identità delle parti l’identità delle parti (inclusi, ove esistenti, co-datori);
b) il luogo di lavoro;
c) la sede del datore di lavoro;
d) l’inquadramento, il livello e la qualifica attribuiti al lavoratore;
e) la data di inizio del rapporto;
f) la tipologia di rapporto di lavoro;
g) la durata del periodo di prova, se previsto;
h) l’importo iniziale della retribuzione o comunque il compenso e i relativi elementi costitutivi, con l’indicazione del periodo e delle modalità̀ di pagamento;
i) l’importo iniziale della retribuzione o comunque il compenso e i relativi elementi costitutivi, con l’indicazione del periodo e delle modalità̀ di pagamento;
l) il CCNL e l’eventuale accordo integrativo aziendale applicato al rapporto di lavoro con l’indicazione delle parti sottoscriventi;
m) la programmazione dell’orario normale di lavoro;
n) le condizioni relative al lavoro straordinario e alla sua retribuzione;
o) le condizioni e il preavviso (di minimo 24 ore) per l’eventuale cambio di turnazione;
p) se il rapporto di lavoro è caratterizzato da modalità organizzative in gran parte o interamente imprevedibili, è necessario specificare le ore e i giorni di riferimento in cui il lavoratore è tenuto a svolgere le prestazioni lavorative e il preavviso a cui lavoratore ha diritto prima dell’inizio della prestazione lavorativa.

Sicuramente l’obbligo di fornire l’informativa ai lavoratori già in forza al 1° agosto 2022 presenta non pochi elementi di criticità come ad esempio la data da prendere in considerazione, se quella di assunzione o quella in cui è pervenuta la richiesta scritta da parte del lavoratore. Così come la discordanza fra i dati dell’informativa ed il concreto pregresso svolgimento del rapporto di lavoro. Inoltre già il D. Lgs. n. 152/1997 prevedeva alcune le informazioni da fornire in fase di assunzione, pertanto sembrerebbe che l’informativa da rilasciare nei sessanta giorni dalla richiesta potrebbe essere integrativa di quella già fornita, con gli ulteriori dati richiesti dal D. Lgs. n. 104/2022.

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