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La vita del selezionatore: dall’altra parte della scrivania

23 Novembre 2016

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L’obiettivo non è raggiungere la vetta
ma
trovare i mezzi per superare le difficoltà e i propri limiti


di Carla Rastelli, Addetta selezione e servizio filiale di Roma Nord


Humangest selezione
Cercare l’opportunità giusta e perseverare fino ad ottenerla, in fondo questo è ciò che contraddistingue l’attività di chi è impegnato nel settore delle risorse umane. Un’attività, quella del selezionatore, che non si limita di certo allo screening dei curricula ma che si concentra piuttosto sull’individuazione di possibilità. Almeno questa è la percezione che ho avuto sin da subito, quando nel 2015 mi sono avvicinata a questo settore iniziando uno stage nella filiale Humangest di Teramo. Si è aperto un mondo fatto di ritmi frenetici, obiettivi continui, regole scandite, dalle dinamiche molto più complesse rispetto a quelle che si possono immaginare dall’esterno. D’altronde è solo quando si entra operativamente nei processi che si coglie la reale natura delle cose, e nel caso specifico di questo lavoro: fare un colloquio (ma stando dall’altra parte della scrivania), gestire dei processi di selezione, rispondere alle esigenze aziendali e doversi relazionare costantemente con gli altri.

Fare un tirocinio in una filiale è sicuramente un banco di prova per misurare le proprie capacità, dove s’impara a ragionare definendo priorità e obiettivi. Nel lavoro quotidiano di selezione delle risorse e di individuazione di possibilità si riflette il mio percorso professionale, in fondo le opportunità generate dal nostro lavoro sono uno specchio delle possibilità che l’azienda ha dato a me: la fine del tirocinio e il passaggio ad un contratto sono rappresentative di un lavoro che spinge a credere nei propri mezzi non perdendo mai di vista gli obiettivi e sapendo individuare le opportunità giuste.

Sicuramente sono le circostanze fortuite che aiutano a trovarsi nel posto giusto al momento giusto, ma sono la volontà e la determinazione a renderle propizie.

Nel mio caso è stato una circostanza particolare (la sostituzione di una maternità) a far si che la possibilità si concretizzasse, ed ha rappresentato un nuovo banco di prova per valutare se il mio approccio al lavoro fosse quello giusto, per imparare a definire le priorità, per fare autocritica. Un anno intenso terminato con un’altra opportunità che l’azienda mi ha offerto, e che mi ha portato oggi ad essere nella filiale di Roma Nord.

Sicuramente lavorando in questo settore s’impara ad identificare e a valorizzare le risorse, prestando attenzione alle potenzialità di una persona. Ed è per questo che i candidati che entrano in filiale per un’iscrizione o che rispondono ad un annuncio di lavoro devono sapere che ogni opportunità, anche quella offerta da uno stage o da un corso di formazione, rappresenta una sfida che può diventare possibilità concreta. Senza mai dimenticare che oltre alle competenze e ai requisiti, servono anche la determinazione e la capacità di perseverare. O per usare una metafora sportiva di una disciplina che mi ha dato tanto, il climbing insegna che l’obiettivo non è raggiungere la vetta – come nell’alpinismo – ma trovare continuamente i mezzi per superare le difficoltà e i propri limiti.

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