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Legge di Bilancio 2025

Approvata in CdM: le principali novità su lavoro, fisco, welfare e previdenza.

15 Novembre 2024

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Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 15 ottobre 2024, ha approvato un decreto legge economico-fiscale e il Disegno di Legge di Bilancio 2025, con l’obiettivo di definire l’azione di governo per la politica economica nel corso del prossimo anno.

Di seguito, una sintesi delle principali misure proposte:

Sul fronte del welfare, la manovra rafforza le misure a supporto delle famiglie. Interventi sono previsti con il potenziamento dei congedi parentali e l’introduzione di una nuova “Carta per i nuovi nati”, che prevede un bonus di 1.000 euro per le famiglie con un ISEE inferiore ai 40 mila euro. Viene rafforzato il bonus per la frequenza degli asili nido, escludendo le somme dell’assegno unico universale dal computo dell’ISEE.  Resta confermato la carta “dedicata a te” rivolto alle famiglie in difficoltà economiche.

Il disegno di legge prevede una maggiorazione ulteriore degli importi per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri. Quest’ultima si aggiunge alla conferma dell’innalzamento del limite di esenzione suddetta da 258,23 euro (per ciascun periodo d’imposta) a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico e a 1.000 euro per gli altri lavoratori dipendenti

Si va poi verso una revisione delle detrazioni in vista di una successiva e più complessiva razionalizzazione delle attuali 625 tax expenditures. Dovrebbe essere introdotto un importo massimo che si potrà detrarre, che dovrebbe essere a sua volta modulato in base alla composizione del nucleo familiare. Ulteriore ipotesi è quella di rivedere al ribasso la soglia di reddito oltre il quale scatta il decalage degli sconti fiscali al 19% (oggi pari a 120 mila euro).

Il Disegno di Legge di Bilancio conferma inoltre la tassazione agevolata al 5% per i premi di produttività erogati dalle aziende ai lavoratori, anche per il triennio 2025-2027. Questa misura ha l’obiettivo di incentivare la produttività e incidere positivamente sulle buste paga dei dipendenti al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Gli incentivi all’occupazione giovanile e femminile saranno convalidati anche per il biennio 2026-2027, insieme a misure di decontribuzione per le imprese situate nelle Zone Economiche Speciali (ZES).

L’ obiettivo è continuare a sostenere l’occupazione nelle aree economicamente svantaggiate e a stimolare la creazione di posti di lavoro attraverso agevolazioni fiscali e contributive. Nei settori innovativi, vengono previsti incentivi all’autoimpiego nei settori della transizione digitale ed ecologica, essenziali per promuovere la competitività del Paese in un contesto di rapida evoluzione tecnologica. Trattasi di rifinanziamenti in quanto questi incentivi sono già stati lanciati nel corso del 2024.

Stabilita la proroga della deducibilità del costo del lavoro del 120%, maggiorata al 130% in caso di assunzioni per particolari categorie di lavoratori (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza), con la novità che l’agevolazione viene applicata su tre anni a condizione che vi sia un incremento occupazionale. Confermata anche la platea dei potenziali beneficiari ossia i titolari di reddito d’impresa, i lavoratori autonomi e agli esercenti arti e professioni, che incrementano il loro livello occupazionale a tempo indeterminato. Essendo l’incentivo esteso al triennio 2025-2027, dovrà esserci un aumento degli organici netto anno su anno per beneficiare nel triennio della maxi agevolazione fiscale.

Per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico, il Governo intende confermare l’incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa (cd. Bonus Maroni) per quei lavoratori che, pur avendo raggiunto l’età pensionabile, decidono di continuare a lavorare. 

Con particolare riferimento alla flessibilità in uscita, sembra profilarsi la conferma delle misure che scadono il 31 dicembre 2024: quota 103 e opzione donna.

 Nella stessa seduta del 15 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un decreto contenente diverse misure fiscali. Tra queste sono da segnalare:  

Il decreto legge approvato introduce diverse disposizioni fiscali, in primis una modifica all’imposta sostitutiva per i soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale. La misura in questione consente ai contribuenti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) di optare per un regime di ravvedimento, versando un’imposta sostitutiva entro il 31 ottobre 2024. L’obiettivo è assecondare il rientro dei contribuenti che, a causa della pandemia da COVID-19, non hanno potuto rispettare gli ISA nel biennio 2020-2021.

Altra misura contenuta nel DL Economico-fiscale riguarda il rifinanziamento dell’Ape Sociale, uno strumento di supporto pensionistico per lavoratori in condizioni di difficoltà per il quale il Governo ha previsto un aumento progressivo delle risorse. Le disponibilità vengono incrementate di 20 milioni di euro nel 2025, 30 milioni nel 2026, 50 milioni nel 2027 e 10 milioni nel 2028. L’intervento è ovviamente rivolto ai lavoratori in difficoltà, consentendo loro di accedere a una pensione anticipata in caso di condizioni lavorative o personali particolarmente gravose. 

FONTE: LavoroSì

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