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INNALZAMENTO DEL LIMITE DI DETASSAZIONE DEI FRINGE BENEFIT – DECRETO AIUTI QUATER

14 Dicembre 2022

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Il Decreto Legge n. 176 del 18 novembre 2022 (cd. Decreto Aiuti-Quater), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 2022 ed in vigore dal 19.11.2022, all’interno di un ulteriore pacchetto di “Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e carburanti”, prevede all’art. 3, l’innalzamento del limite di non concorrenza alla formazione del reddito imponibile dei fringe benefit fino a 3.000 euro.

Il Decreto Aiuti-Bis, convertito il 21 settembre scorso nella legge n. 142, aveva già modificato il limite di detassazione fiscale e contributivo dei fringe benefit a favore dei lavoratori dipendenti, innalzando la soglia da 258,23 a 600,00 euro. Il beneficio, ora innalzato a 3.000 euro dal Decreto Aiuti Quater, valido fino al 31 dicembre 2022, permetterà alle imprese di destinare ai propri dipendenti una serie di beni e servizi di welfare aziendale, per un valore massimo defiscalizzato ampiamente aumentato rispetto alla soglia standard iniziale prevista di 258,23 euro. Un provvedimento importante, che contribuisce in maniera efficace ad aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori e a offrire un supporto economico per affrontare un vasto panorama di bisogni legati alla vita quotidiana.

In particolare, esclusivamente per l’anno di imposta 2022, la disciplina dettata dall’articolo 51, comma 3, del Testo unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) così come da ultimo modificata dal Decreto Aiuti quater, prevede, oltre all’innalzamento della soglia di detassazione delle erogazioni liberali di beni e servizi ai lavoratori dipendenti, anche la possibilità per i datori di lavoro di includere tra i fringe benefit concessi ai lavoratori le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.

L’agevolazione spetta a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, ma in forza di una libera scelta delle aziende, come per tutti i fringe benefit. Sono considerati lavoratori dipendenti anche i collaboratori tipo CO.CO.CO, amministratori e lavoratori autonomi occasionali, oltre ad altri soggetti percettori di reddito di lavoro assimilato (tirocinanti), ma sono esclusi i lavoratori dipendenti statali. Secondo il parere dell’Amministrazione Finanziaria, eventuali fringe benefit corrisposti ad amministratori senza compenso nell’anno dovranno essere comunque assoggettati a imposizione fiscale e contributiva senza tenere in considerazione la soglia di esenzione.
Sono considerati datori di lavoro, in caso si avvalgano di dipendenti privati, anche gli studi professionali, i lavoratori autonomi, gli enti pubblici economici e i soggetti che non svolgono un’attività commerciale.

Non sono previsti limiti reddituali né di soglia ISEE per il riconoscimento del bonus 3000 euro.

Al riguardo, ai fini della corretta applicazione dell’esenzione entro la soglia annuale massima di 3.000 euro per l’anno 2022, l’Agenzia delle Entrate – con la circolare n. 35/2022 – ha chiarito che:

– le spese o i rimborsi per le utenze domestiche debbano riguardare immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio, a condizione che ne sostengano effettivamente le relative spese; sono peraltro comprese le utenze per uso domestico intestate al condominio, ripartite fra i condomini (per la quota rimasta a carico del singolo condomino), quelle intestate al proprietario dell’immobile (locatore), se nel contratto di locazione è prevista espressamente una forma di addebito analitico e non forfetario a carico del lavoratore (locatario) del coniuge o dei familiari, sempre che tali soggetti sostengano effettivamente la relativa spesa.

– il datore di lavoro, nel rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali, debba acquisire e conservare, per eventuali controlli, la relativa documentazione per giustificare la somma spesa e la relativa inclusione nel limite del valore di 3.000 euro complessivi ovvero una dichiarazione sostituiva di atto di notorietà da parte del lavoratore interessato; la giustificazione di spesa può essere rappresentata anche da più fatture ed è valida nonostante il documento sia intestato ad una persona diversa dal lavoratore dipendente, purché “sia intestata al coniuge o ai familiari indicati nell’articolo 12 del TUIR o, a certe condizioni (ossia in caso di riaddebito analitico), al locatore”. Le somme erogate dal datore di lavoro nell’anno 2022 (ovvero entro il 12 gennaio 2023 per il cosiddetto principio di cassa allargato) possono “riferirsi anche a fatture che saranno emesse nell’anno 2023 purché riguardino consumi effettuati nell’anno 2022”.

– il datore di lavoro debba acquisire anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del lavoratore che attesti la circostanza che le medesime fatture non siano già state oggetto di richiesta di rimborso, totale o parziale, non solo presso il medesimo datore di lavoro, ma anche presso altri. Ciò al fine di evitare che il lavoratore possa fruire più volte del beneficio in relazione alle medesime spese.

Nonostante le incertezze e le disquisizioni dottrinali in materia, è possibile ritenere in maniera prudenziale, come chiarito in precedenza dall’agenzia delle entrate che, qualora in sede di conguaglio dovesse emergere che il valore dei beni o dei servizi prestati sia superiore alla soglia di 3000 euro, il valore erogato concorrerà interamente a formare il reddito imponibile del lavoratore e il datore di lavoro lo dovrà sottoporlo interamente a tassazione.
Pertanto, in considerazione della nuova soglia di esenzione, con la busta paga del mese di dicembre, i datori di lavoro dovranno prestare attenzione alle operazioni di conguaglio fiscale di fine anno nei confronti dei lavoratori beneficiari di fringe benefits aziendali.

Da evidenziare infine, che ai 3.000 euro di fringe benefit esenti possono essere aggiunti gli ulteriori 200 euro del c.d. Buono Carburante, previsto dall’art. 2 del Decreto Legge n. 21/2022, cd decreto Ucraina. Il valore del buono benzina, nel limite di €200,00, non concorre alla formazione del reddito in base all’art. 51, comma 3 del TUIR, ma si tratta di un’agevolazione aggiuntiva e cumulabile con le liberalità sopracitate, per cui l’importo totale per i dipendenti può raggiungere i 3200 euro. In questo caso, il datore di lavoro dovrà prevedere una voce paga ad hoc per l’erogazione del buono per evitare che confluendo in un’unica voce vada a superare la soglia dei 3000 euro andando così a confluire nel reddito imponibile.
Foto: Freepik

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