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Incentivi per assunzioni di beneficiari dell’assegno di inclusione

Dal 1° gennaio è in vigore il nuovo sgravio per l’assunzione, a tempo indeterminato anche part-time, di lavoratori percettori dell’assegno di inclusione (ADI), Scopriamo insieme quali sono le novità.

15 Febbraio 2024

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Dal 1° gennaio è in vigore il nuovo sgravio per l’assunzione, a tempo indeterminato anche part-time, di lavoratori percettori dell’assegno di inclusione (ADI). Si tratta di una misura introdotta dal decreto Lavoro (D.L. n. 48/2023 convertito il L. n. 85/2023) che consente di abbattere il costo del lavoro e che presenta un particolare vantaggio laddove il nuovo rapporto di lavoro sia instaurato a tempo determinato e stabilizzato con trasformazione dopo i primi 12 mesi.


Le prime Direttive per l’applicazione dell’Esonero contributivo
L’Inps nella circolare 111/2023 del 29/12/2023 fornisce le prime indicazioni operative per l’applicazione dell’esonero previsto dagli articoli 10 e 12 del Dl 48/2023 in favore dei datori di lavoro privati che assumano a tempo determinato o indeterminato, o che trasformino i rapporti in tempo indeterminato, di soggetti percettori delle nuove misure sostitutive del reddito di cittadinanza in vigore dal 1° settembre 2023 (Supporto per la formazione) e dal 1° gennaio 2024 (Assegno d’inclusione).


💸 Chi sono i beneficiari e chi gli esclusi?
Beneficiari degli incentivi sono tutti i datori di lavoro privati, esclusa la Pubblica Amministrazione.
L’esonero contributivo spetta per le assunzioni di seguito a fare data dal 1 gennaio 2024:

  • contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, pieno o parziale,
  • contratto di apprendistato,
  • contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o stagionale, a tempo pieno o parziale,
  • contratto di lavoro in somministrazione;
  • per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa.

È necessario che, alla data della prima assunzione incentivata, il lavoratore sia già percettore della specifica misura (SFL o ADI).

Sono invece esclusi dallo sgravio:

  • i rapporti di lavoro a tempo indeterminato di personale con qualifica dirigenziale
  • i rapporti di lavoro intermittente,
  • le prestazioni di lavoro occasionale.

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Per le assunzioni a scopo di somministrazione le agenzie per il lavoro possono accedere sia all’incentivo per le assunzioni espressamente disciplinato dai commi 1 e 2 dell’articolo 10 in trattazione, sia all’eventuale contributo per l’attività di mediazione (comma 4articolo 10 del decreto-legge n. 48/2023) per assunzioni effettuate da un diverso datore di lavoro.

L’esonero è diversamente graduato in funzione della tipologia di rapporto di lavoro instaurato.

Per i contratti a tempo determinato, anche di natura stagionale, l’incentivo è stabilito per un massimo di 12 mesi e, comunque, non oltre la durata del rapporto, nella misura del 50% della contribuzione a carico del datore di lavoro per un importo massimo di 4.000 euro, riparametrato su base mensile (333,33 euro al massimo).


💼 Opportunità per le Agenzie per il Lavoro: Incentivi e Contributi per le assunzioni a scopo di Somministrazione
In caso di trasformazione a tempo indeterminato l’esonero viene riconosciuto nel limite massimo di 24 mesi, inclusi i periodi di esonero già fruiti in relazione all’assunzione con contratto a tempo determinato o stagionale, nella misura del 50% della contribuzione datoriale dovuta (come precisato nella circolare INPS n. 111 del 29 dicembre 2023).

Per i contratti a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, lo sgravio è pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro annui (666,66 euro al mese), per la durata di dodici mesi.

L’esonero contributivo non si estende ai premi e contributi dovuti all’INAIL che, pertanto, sono dovuti in misura intera, eccezion fatta per la presenza di altre misure agevolative, diverse dallo sgravio in oggetto.


Requisiti per il riconoscimento degli sgravi fiscali sull’assunzione lavorativa
Il riconoscimento dello sgravio è subordinato alla sussistenza di numerosi requisiti e condizioni previste dalla legge e illustrate dall’Istituto:

  • al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione (art. 31 del D.Lgs. n. 150/2015);
  • all’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori;
  • al fatto che l’assunzione non costituisca attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, e non violi il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;
  • all’inesistenza di sospensioni dal lavoro connesse a una crisi o riorganizzazione aziendale né di licenziamenti nei sei mesi precedenti;
  • alla regolarità del DURC;
  • all’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • il rispetto del de minimis degli aiuti di stato, innalzato dal 2024 per la generalità dei datori di lavoro a 300mila euro nel triennio dal nuovo Regolamento Ue 2023/2831 del 13 dicembre 2023”, senza che sia necessaria la preventiva autorizzazione da parte della Commissione UE.

🤝 Condizioni per il mantenimento dello sgravio fiscale sull’assunzione
L’ulteriore specifica condizione da rispettare affinché lo sgravio non debba essere restituito è che il lavoratore fruitore della misura di sostegno non sia licenziato nei successivi 24 mesi dall’assunzione, se per non per giusta causa e giustificato motivo soggettivo. La restituzione si applica anche nell’ipotesi in cui il recesso, seppur motivato da giusta causa o giustificato motivo soggettivo, venga riconosciuto, giudizialmente, come illegittimo. La restituzione di quanto fruito deve avvenire anche nel caso in cui il licenziamento sia avvenuto durante il periodo di prova o al termine del periodo formativo di apprendistato, nonché nell’ipotesi di dimissioni per giusta causa.


Per tutti i dettagli è possibile consultare integralmente la Circolare n. 111 del 29 dicembre 2023 

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