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Sì alla proroga della Decontribuzione Sud

Nel quadro degli sgravi contributivi previsti, cosa conviene fare?

1 Luglio 2024

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È recente la notizia del Ministero del lavoro della proroga al 31 dicembre 2024 della c.d. Decontribuzione Sud, volta a prevedere l’esonero contributivo pari al 30% per le aziende del Mezzogiorno e la cui operatività si sarebbe dovuta concludere alla fine di questo mese per il venir meno del temporary crisis and transition framework.

In origine, infatti, l’esonero contributivo era nato per arginare gli effetti della pandemia di Covid-19 prima e della guerra in Ucraina poi.

Una proroga dunque inaspettata e che ormai sembrava destinata a non arrivare, dato che il Ministro Fitto, lo scorso maggio, aveva dichiarato che la misura non sarebbe stata rinnovata oltre il 30 giugno, vista anche l’introduzione del nuovo bonus ZES e dell’agevolazione Resto al Sud 2.0.

La proroga della Decontribuzione Sud, che ha consentito alle nostre aziende del Mezzogiorno di crescere e partecipare al generale rilancio dell’occupazione è un risultato del governo italiano per il quale ringrazio il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto e in modo particolare la Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Margrethe Vestager” – ha affermato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, che ha poi continuato “questa decisione è il riconoscimento del fatto che la decontribuzione è oggi necessaria per le nostre aziende del Mezzogiorno, per continuare nel percorso intrapreso di riduzione dei divari territoriali e promozione delle imprese, del lavoro e del sistema produttivo nel suo complesso. Questi ulteriori 6 mesi sono fondamentali per consentirci di mettere a punto una revisione organica della Decontribuzione Sud, sempre più orientata agli investimenti. Ringrazio i tecnici delle strutture del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno avviato e gestito l’iter procedurale del rinnovo della misura, congiuntamente con il Dipartimento per gli Affari Europei”.

L’obiettivo ora è quello di trasformare tale incentivo in una misura più a lungo termine e orientata verso gli investimenti.

Alla luce di questo nuovo scenario è lecito dunque chiedersi se sia più conveniente assumere immediatamente con la decontribuzione sud o attendere l’operatività del nuovo sgravio previsto nel Decreto Coesione.

Infatti con decorrenza settembre 2024 e fino a dicembre 2025 sarà possibile beneficiare anche del nuovo incentivo previsto dal Decreto Coesione (art. 24 D.L. n. 60/2024). Tale misura trova applicazione per i datori, in regola con il Durc, che assumono a tempo indeterminato lavoratori che abbiano almeno 35 anni e che siano disoccupati da almeno 24 mesi in una sede di lavoro dislocata in una delle regioni svantaggiate del Mezzogiorno, ossia Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia, Basilicata, Calabria, Puglia e Sardegna. I datori di lavoro beneficiari sono quelli del settore privato che occupano fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione.

Si precisa che tale misura è soggetta ad autorizzazione della Commissione UE ai sensi dell’art. 108 paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell’UE.

Tale esonero è riconosciuto per un periodo non superiore a 24 mesi nella misura totale del versamento dei contributi previdenziali a carico del datore, esclusi i premi e i contributi INAIL, nel limite mensile di 650,00 euro per ciascun lavoratore.

Qual è allora l’opzione più conveniente? Meglio assumere subito con la decontribuzione Sud o aspettare l’operatività dello sgravio previsto dal Decreto Coesione?

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