
Con la Legge di Bilancio 2026 il Bonus Mamme cambia passo e si consolida come una delle misure più rilevanti a supporto dell’occupazione femminile e della genitorialità.
Non si tratta solo di un aumento economico, ma di un intervento che rafforza una visione: sostenere le madri che lavorano significa investire sulla continuità occupazionale, sulla stabilità dei redditi e, in ultima analisi, sulla crescita del Paese.
Il nuovo Bonus Mamme si distingue per una caratteristica fondamentale: non è una misura assistenziale, ma un incentivo direttamente collegato al lavoro. Il fatto che non sia legato all’ISEE, non sia tassato e non incida sulle altre prestazioni sociali lo rende uno strumento semplice, immediato e coerente con l’obiettivo di valorizzare l’occupazione femminile.
L’incremento dell’importo – fino a 720 euro annui, contro i 480 del 2025 – rappresenta un segnale concreto. Non risolve da solo il tema del gap occupazionale o delle difficoltà di conciliazione, ma rafforza il messaggio di attenzione verso le madri lavoratrici, soprattutto in una fase storica in cui la permanenza nel mercato del lavoro dopo la maternità resta una sfida aperta.
L’erogazione in un’unica soluzione a fine anno rende il bonus una sorta di “riconoscimento economico” per il lavoro svolto, con un impatto tangibile sul bilancio familiare.
La conferma dell’accesso anche per le lavoratrici autonome amplia la platea delle beneficiarie e va nella direzione di una maggiore equità tra diverse forme di lavoro. Allo stesso tempo, il limite di reddito fissato a 40.000 euro annui mantiene la misura focalizzata su chi ha maggior bisogno di sostegno.
Restano però alcune esclusioni significative – come le lavoratrici domestiche e le autonome in regime forfettario senza contribuzione INPS – che continuano a sollevare interrogativi sulla copertura complessiva delle politiche di welfare per le madri.
Il Bonus Mamme 2026 non nasce isolato: è pienamente compatibile con l’Assegno Unico, il Bonus Nido e le altre misure di sostegno alla famiglia.
In quest’ottica, rappresenta un tassello di un sistema che, pur con margini di miglioramento, prova a rispondere a una domanda sempre più urgente di conciliazione tra lavoro e vita privata.
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