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DAL 1° LUGLIO AL VIA CON I LICENZIAMENTI: SALTA LA PROROGA AL 28 AGOSTO

14 Giugno 2021

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Con un cambio di rotta del tutto inaspettato, stando a quelli che erano stati i rumors del Decreto Sostegni Bis, il blocco dei licenziamenti è stato definitivamente confermato solamente sino al prossimo 30 giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria (soprattutto industria e agricoltura) e al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziario).

Il Decreto prevedeva infatti, oltre a nuovi finanziamenti a sostegno di aziende e lavoratori maggiormente colpiti dalla pandemia, la proroga del blocco dei licenziamenti sino al 28 agosto.

Quest’ultima misura è stata, poi, ritirata dalla versione definitiva del testo del decreto legge.

Nel dettaglio la proposta del Ministro Andrea Orlando prevedeva inizialmente due importanti novità. La prima riguardava la possibilità per le imprese che chiedevano la CIG Covid-19 (da utilizzare entro fine giugno dalla data di entrata in vigore del Decreto Legge) di prorogare il blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto; la seconda novità (rimasta nella norma con qualche lieve modifica) concedeva, dal primo luglio, alle imprese che utilizzassero la cassa ordinaria, di non pagare le addizionali, ma con divieto di licenziamento.

Dopo la mediazione dei tecnici del Governo è stata cancellata la prima parte della norma, confermando, con qualche aggiustamento, la seconda proposta del Ministro Orlando, in base al principio che chi usa la CIG “scontata” non può licenziare finché la utilizza.

La data del 28 agosto rappresentava quindi una sorta di mediazione volta a far conciliare le diverse richieste delle parti sociali a cui non è stato dato seguito.

Sul punto la Cgil è tornata a chiedere la proroga della misura del blocco dei licenziamenti almeno riallineando tutti i settori fino al 31 ottobre. Lo ha detto la vicesegretaria della Cgil sottolineando che la mancata proroga oltre il 30 giugno «è la parte più negativa del provvedimento». La richiesta di proroga del blocco al Parlamento, ha affermato, “è legato alla riforma degli ammortizzatori sociali che deve essere strutturale e universale” e anche alcuni esponenti politici hanno richiesto di riaprire la partita essendo “ora il momento di assumere e non di licenziare”.

Per completezza di informazione è utile precisare che fino allo scoccare delle rispettive date (01 luglio e 01 novembre) è sempre possibile operare comunque licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o risoluzioni consensuali in alcune ipotesi specifiche, ricordate, da ultimo, anche dal D.L. 25 maggio 2021 n. 73.

E QUINDI DAL 1° LUGLIO COSA SUCCEDERÀ?
Da luglio le aziende potranno tornare a licenziare, ma avranno comunque anche la possibilità di utilizzare la CIGO senza dover pagare le addizionali fino a fine 2021 con l’impegno a non licenziare per tutto il periodo in cui ne usufruiscono. 

E sebbene fosse intuibile che il blocco dei licenziamenti non sarebbe potuto durare in eterno, questa modificazione ha sollevato non poche critiche tra la maggioranza e le parti sociali, nonostante siano state presentate delle soluzioni alternative (il contratto di solidarietà, il contratto id espansione, il contratto di rioccupazione, la cig “scontata”).

Certamente il divieto di licenziamento, previsto all’inizio della pandemia quale strumento transitorio ed eccezionale, non potrebbe essere un vincolo sine die o troppo prolungato; e questo perché i continui rinvii comporterebbero un reiterato contrasto con il disposto di cui all’art. 41 della Cost. non ignorabile. Ed il rischio che il prossimo 30 giugno la partita si riapra, come è avvenuto fino ad ora ogni qual volta la scadenza del blocco si avvicinava, appare sempre più concreto.
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