BALCANI, L’INTERVISTA DELL'ANSA A LUCA PARISI

Fonte: www.ansa.it 

La pandemia non ha fermato il nostro ambizioso progetto di internazionalizzazione nei Balcani e l’Europa del Sud-Est resta un’area attrattiva per le aziende straniere. Luca Parisi, International Business Development Director del nostro Gruppo, approfondisce questo tema in un’intervista per l’ANSA.

La pandemia non ha al momento provocato un «rallentamento dell'espansione nell'area balcanica da parte di aziende italiane, realtà che hanno comunque investito molto negli anni precedenti nella regione». Lo dice in un'intervista all'ANSA Luca Parisi, International Business Development Director di SGB Humangest Holding, Gruppo a capitale interamente italiano specializzato nei servizi di recruitment, formazione, gestione delle risorse umane e outsourcing. Balcani dove, come ovunque, il virus ha «cambiato le carte in tavola e le aziende hanno faticato ad adattarsi a uno scenario così mutevole e incerto, ma certi Paesi sono riusciti a reagire meglio di altri», continua Parisi. Tra le luci, la Serbia, che nel 2020 ha registrato «un calo economico moderato, accompagnato da una crescita del deficit e del debito. Il ritorno della Serbia ai livelli pre-crisi e alla crescita economica è previsto già per il 2021». Tra le ombre, invece, la Romania, nazione che «ha accusato maggiormente il colpo. Il PIL è diminuito del 5.2% lo scorso anno e ha colpito principalmente l'industria manifatturiera e quella automobilistica», ora già in ripresa, «oltre naturalmente a settori quali l' 'horeca', il turismo e lo spettacolo». Balcani che rimangono comunque un'area attrattiva per le imprese straniere, italiane incluse, grazie ai «costi di struttura e di attività decisamente inferiori, dovuti al fatto che l'impatto fiscale e il costo del lavoro sono inferiori rispetto all'Italia». Ma la regione offre anche «alte professionalità e competenze specifiche», spiega Parisi. Le figure più ricercate variano da Paese a Paese. «In Serbia - illustra Parisi - ingegneri, lavoratori specializzati, agenti di vendita, tecnici e operai specializzati di varia natura. In Romania, invece, accanto ad una comunque consistente richiesta di ingegneri e agenti di vendita, stiamo riscontrando un crescente bisogno di operai di produzione, i cosiddetti "blue collars" e di personale medico-sanitario. Nella maggior parte dei casi, queste figure sono ricercate con contratti a tempo determinato e, solo in piccola parte, come lavoratori a tempo indeterminato». Fra i comparti al momento più attrattivi in Romania, per esempio, «spiccano sicuramente quello dell'Information Technology, quello del retail, dell'automotive e della fornitura di servizi medicali. L'automotive - chiosa Parisi - è un comparto trainante anche per quel che riguarda la Serbia, assieme a quello dei beni di largo consumo, delle costruzioni, della logistica e dei centri servizi condivisi».

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