UNA “HUMAN STORIA” SPONTANEA E GENUINA

Chiara Carulli, Responsabile PAL Abruzzo – Lazio, Sede di Pescara

Nessun collega è stato persuaso a stimolare ricordi, aneddoti e storie di ordinaria amministrazione per la stesura di questo articolo. I fatti che seguono sono di pura fantasia, ma ispirati ad una storia vera: la Human Storia. 

Ci troviamo in sala snack, una mattina come tante, di quelle che da quando c’è il B-Day ci sono anche meno cornetti gentilmente offerti dai colleghi. Ahimè! (Molti adesso diranno: «Io il giorno dopo il compleanno li ho portati i cornetti!» Sì, ma io ero in trasferta quindi non vale). 

- E insomma, letta la mail del Marketing? Rottamano Human News!
- E che faranno adesso? 
- Mah, qualcosa di più interattivo pare!
- Penso che ci resterò male come quando è stata rottamata la vecchia Intranet…
- Sei un po' vintage, collega!
- Pensa, ho ancora il numero di Human News in cui hanno pubblicato il mio articolo. Ai tempi ero Sales Account a Roma e adesso mi ritrovo con quelli delle Politiche Attive, che però sono simpatici. Ci si lavora bene. Dai ammettiamolo, il team più invidiato!
- Non esageriamo. I migliori siamo noi che abbiamo anche vinto il contest delle foto di Natale su Instagram. Forse perché eravamo 37 in una foto e solo coi parenti di primo grado abbiamo fatto bottino di like! 
- Ecco appunto, l’importante è ammetterlo, collega! Ché noi in foto eravamo 4, compresa una comparsa capitata lì per caso.
- Intanto io ho collezionato ben tre copertine in Human News, ben tre! Una a Natale, una per la maratona e una al mare, per il numero dedicato a “Come gestire la mail in ferie col telefono spento”.
- Insomma, mai una volta che stavi impersonando il lavoro. Ti hanno preso come modello per una stellina dell’albero, un maratoneta fantozziano e un finto stakanovista!
E si va avanti con gli sfottó tra colleghi, si continua tra caffè, la chiavetta del distributore automatico ricaricata con le monetine in tasca, battute della mattina che stemperano il giusto prima di iniziare la giornata lavorativa.

Certo, avrei potuto scegliere di buttar giù un pezzo aziendalista, di quelli incondizionati che in genere cominciano con un aforisma di Adriano Olivetti o Seneca. Con una parola ad effetto, come “Resilienza”. Scelgo invece di raccontare noi per la parte più spontanea e genuina. Alle citazioni colte preferisco citare una collega dell’Ufficio Temps, che ad ogni guaio, ad ogni accenno di sbigottimento per l’episodio “storto” della giornata sentenzia a tutti sorridendo, a voce alta e con una punta di cadenza dialettale: «Questo ci meritiamo!» A quel punto non resta che sorridere di conseguenza, alzare le braccia e rimboccarsi le maniche per risolvere la bega del momento. Come quella volta della maratona, che partecipare era un azzardo per i non proprio allenati ad una 10 km in notturna. E alla fine si è corso, ognuno col suo ritmo, ed è passata quella maratona, come una bella, davvero bella serata di fine primavera tra colleghi.

Il mondo SGB, che va dalla routine dell’ufficio, alle maratone; da quelli che a pausa pranzo vanno in palestra a quelli che alle 8,59 del mattino sono lì puntuali che aggiornano gli excel.

Il mondo SGB, che Sede vs Filiali sembra un po’ una partita Sede vs Resto del Mondo.  

Il mondo SGB dei viaggi, delle cene aziendali di Natale tutti in tiro e delle formazioni esperienziali che ci regalano puntuali momenti topici.

Il mondo SGB è un’azienda che pensa in grande, ma dove ci chiamiamo per nome.

Il mondo SGB è quello che cresce e ti fa crescere, perché si diventa parte di un meccanismo e di una mentalità che vuole essere vincente. 

Il mondo SGB è quello che mi ha regalato i riscatti di vita migliori nei momenti più difficili, è quello che mi ha dato fiducia.

Il mondo SGB è un progetto che si evolve, che si adatta. Per questo è un mondo necessariamente giovane: perché senza adattamento e senza capacità di evoluzione, dal mercato del lavoro di oggi si resta fuori.

Il mondo SGB è una scommessa e noi siamo qui, a valle, si spera, di una pandemia. E scommettiamo che ce la facciamo?

Il tema era: racconta qualcosa di professionale. Magari così un giorno i posteri leggeranno una testimonianza della Humantoria degli anni 2020/2021. Non credo di essere andata fuori tema. Ritengo solo che questo è l’unico modo con cui la nostra azienda, dalla mentalità in grande e dove ci chiamiamo tutti per nome, saprei raccontarla.

Nella foto: Chiara Carulli 

Questo articolo è un estratto dell'ultimo numero di Human News, il magazine d'informazione targato SGB. 
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