IL RUOLO DELLE POLITICHE ATTIVE PER RILANCIARE L'OCCUPAZIONE

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Il punto sulla Legge di Bilancio approvata in Parlamento nelle parole dell'On. Chiara Gribaudo
di Davide Calabresi Consultant presso “Cattaneo Zanetto & Co.”

Onorevole, la Legge di Bilancio approvata dal Parlamento è una manovra indirizzata da un lato al rispetto degli impegni di bilancio presi con la Commissione europea e dall’altro al rafforzamento di una crescita sostenibile e inclusiva. Tra le disposizioni contenute nel provvedimento, diverse sono le norme in materia di politiche del lavoro. Una particolare attenzione è posta in particolare al tema dell’occupazione giovanile e dei lavoratori del Mezzogiorno, nonché alla formazione dei lavoratori per poter sfruttare l’opportunità offerta dalla c.d. "Quarta rivoluzione industriale". Quali sono secondo lei i margini di manovra sul provvedimento, al fine di rafforzare le disposizioni contenute?
Alla Camera dei Deputati non restava molto spazio per intervenire sulla manovra, visto il grande lavoro fatto in prima lettura al Senato. Ci siamo adoperati per allargare la platea dei giovani coinvolti dalla misura sulla decontribuzione, in particolare rispetto alla valorizzazione dei dottorati di ricerca. Occorre poi un rafforzamento ulteriore delle politiche attive del lavoro, sia dal punto di vista dei finanziamenti che delle strutture preposte a far incontrare domanda e offerta di lavoro.

Gli sgravi contributivi previsti dalla Legge di Stabilità per il 2015 e il 2016 per le imprese che hanno assunto con contratto a tempo indeterminato sono in scadenza quest’anno. Gli imprenditori che hanno assunto nel quadro favorevole disposto dal legislatore, dovranno pertanto fronteggiare dal prossimo anno il costo pieno del lavoro in riferimento a tali assunzioni. A tal proposito, quale potrebbe essere un un meccanismo di transizione graduale verso la piena contribuzione, specialmente per le aziende in cui il costo del lavoro è l’onere maggiore da sostenere nell’attività d’impresa?
Certamente il costo del lavoro rimane un problema nel nostro Paese e comprendo le preoccupazioni delle imprese. Abbiamo fatto molto per alleggerire questo peso, innanzitutto con gli incentivi del Jobs Act e successivamente con una serie di misure mirate, molte delle quali prorogate in questa legge di bilancio, che sicuramente saranno utili alle aziende nell’affrontare questo scalino. Penso al bonus occupazione sud, alla decontribuzione per le assunzioni dalle esperienze duali, e al nuovo sgravio strutturale per gli under 29, nel 2018 valido anche per gli under 35. Questi incentivi servono anche ad abbattere la disoccupazione giovanile, persistentemente alta nel nostro Paese. Crediamo che l’investimento nel capitale umano sia centrale per lo sviluppo, e in questo senso vorrei che le imprese vedano queste misure, oltre che come un ammortizzatore del costo del lavoro, come un’occasione per aumentare la produttività grazie a nuove e più fresche competenze.


A gennaio le Camere sono state sciolte per permettere agli elettori di andare alle urne a marzo. Quali sono le sfide che il prossimo Parlamento dovrà affrontare in materia di lavoro?
Rimane centrale il tema del costo del lavoro. Nell’ottica di incentivare l’utilizzo del contratto a tutele crescenti, crediamo che quel contratto debba costare consistentemente meno delle altre forme di lavoro. Solo con l’occupazione, e vorrei dire la buona occupazione, riusciremo a consolidare e strutturare la ripresa italiana, aumentando la fiducia di consumatori e imprese. Serve un circolo virtuoso di politiche che favoriscano chi vuole investire nel Paese, le aziende che credono nella possibilità di innovare e crescere in Italia. Su questo farò una battuta forse scontata: se avrò la possibilità di continuare l’esperienza parlamentare, un punto imprescindibile fra i miei impegni sarà la riduzione della burocrazia che attanaglia il mondo del lavoro e che crea un gap di produttività importante nei confronti dei nostri competitor internazionali. Perché questo motore giri servono poche e buone leggi, come lo è stato il Jobs Act. Pensiamo al sistema degli ammortizzatori sociali: abbiamo riportato uno schema semplice laddove regnava l’inefficienza e l’incertezza. Vorrei fare altrettanto a proposito di adempimenti fiscali e tempi di risposta delle amministrazioni pubbliche.