Verso fine legislatura

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Rubrica sullo scenario politico italiano curata per SGB Humangest dagli esperti della società “CattaneoZanetto & Co.”.

di Davide Calabresi, Consultant presso “Cattaneo Zanetto & Co.”

Con l’approvazione della Legge di Bilancio, il Parlamento ha di fatto esaminato l’ultimo provvedimento della Legislatura. Entro pochi giorni, infatti, il Presidente della Repubblica dovrebbe sciogliere le Camere, per consentire agli elettori di recarsi alle urne tra il 4 (data probabile) e il 18 marzo del 2018 per il rinnovo del Parlamento. I partiti politici, pertanto, hanno ufficialmente lanciato la campagna elettorale.

Nella quasi certezza dei ricaschi negativi di una corsa in solitaria, soprattutto in seguito all’esperienza negativa delle elezioni in Sicilia, dove il candidato del PD ha incassato circa la metà delle preferenze del Centrodestra e del M5S, il Segretario Dem Matteo Renzi sta concentrando i suoi sforzi nel negoziato con le forze politiche alla sua sinistra per la costruzione di una coalizione elettorale in vista del voto del 2018. I risultati della mediazione affidata a Piero Fassino appaiono per il momento poco incoraggianti. Sinistra Italiana tramite il segretario Fratoianni dichiara di accettare per pura cortesia istituzionale l’invito al dialogo del PD, ma ribadisce la distanza dei percorsi politici. I fuoriusciti di MDP, seppur con toni diversi, appaiono propensi a rispedire al mittente ogni proposta di un accordo: dalle pensioni al Jobs Act, i punti di contrasto sarebbe tali da rendere impossibile la stesura di un programma comune di governo. Resta invece sul tavolo l’ipotesi di un apparentamento con la lista radicale ed europeista guidata da Emma Bonino e dall’ex sindaco di Miliano Giuliano Pisapia, che chiedevano però l’approvazione entro la fine della legislatura di alcuni provvedimenti chiave, in primo luogo la riforma del diritto di cittadinanza. Nel frattempo, il Segretario Dem ha presentato alla Leopolda il suo programma per le prossime elezioni: dal servizio civile obbligatorio per tutti i giovani, all'estensione degli 80 euro alle famiglie con figli, per concludere con l'impegno ad approvare la legge sul fine vita. Renzi ha anche ammesso il fallimento del referendum del 4 dicembre.

In merito al Centrodestra, la vittoria di Musumeci alle elezioni in Sicilia conferma la ritrovata competitività della coalizione in vista del voto nazionale. Berlusconi dal palco di IdeeItalia, la kermesse organizzata da Forza Italia a Milano, ha ipotizzato la composizione dell’Esecutivo, in caso di vittoria alle elezioni da parte del Centrodestra: 20 ministri, 12 dalla società civile e solo 8 dalla politica “3 di Forza Italia, 3 della Lega e due a Fratelli d’Italia”. Berlusconi, inoltre, ha anche parlato di un tavolo a cui siederanno le tre forze politiche, per la definizione di un programma comune. La ricetta suggerita dal leader di Forza Italia può riassumersi in: “meno tasse, meno stato, più sicurezza e più giustizia”. Tra le misure, nessuna tassa e niente contributi per chi assume giovani, per i primi tre anni, e ulteriori agevolazioni fiscali per i successivi tre anni. Misure sono indirizzate anche agli anziani: oltre a voler aumentare le pensioni minime a mille euro, il programma prevede di adeguare tutte le altre al reale valore ante cambio-euro. E in diretta da “Che tempo che fa”, la trasmissione condotta da Fabio Fazio, Berlusconi ha suggerito il possibile candidato per la coalizione di centrodestra: l’ex comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli.

Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, il ballottaggio nel municipio di Ostia si è chiuso con la schiacciante vittoria della candidata pentastellata sullo sfidante della coalizione di centrodestra, distante quasi 20 punti percentuali. Stupisce di nuovo, però, il dato dell’astensione: solo uno su tre gli aventi diritto si è recato alle urne. Un segnale che, in linea con quello della Sicilia, sembra dimostrare il calo della capacità di attrattiva del Movimento su quella fascia di elettorato disillusa dalla politica. Il dato dovrà essere tenuto in considerazione dal candidato Premier Luigi Di Maio che, intervistato sulla RAI, non ha chiuso completamente le porte alla ricerca di sponde politiche nel caso M5S dovesse risultare il primo partito senza tuttavia la maggioranza necessaria a governare.